Archive for ottobre, 2010


Parigi città dell’amore

Sembra passato un secolo dall’ultima volta che sono stata in questa magica città..Parigi…wow ragazzi che posto. E’ risaputo che Parigi, capitale della Francia, rimane una delle più importanti mete del turismo internazionale,
Situata al centro del grande bacino formato dai fiumi Senna e Marna.
Il monumento storico più noto è la torre Eiffel (mannaggia si scrive così)?!, innalzato nel 1889 ( se non ricordo male), divenne presto simbolo della città. Ma le attrattive della città sono numerosissime: splendidi edifici religiosi, tra i quali spicca la cattedrale di Notre Dame, monumenti storico-artistici, splendidi parchi, numerosi musei, tra cui il famosissimo Louvre (scusate ancora se non l’ho scritto bene), uno tra i più importanti muei al mondo:
Parigi è una vera e propria metropoli, attraversata da grandi strade e divisa in quartieri, ciascuno con una spiccata identità, alcuni animati da una vita notturna intensa. La città, inoltre, è anche la capitale del divertimento ed è praticamente impossibile annoiarsi in qualsiasi ora del giorno e della notte. Questa splendida città, possiede anche una tra le più efficenti linee di trasporto, meso in servizio dalle 5:30 del mattino alle 0:45 della notte…Per agevolare questo servizio, esistono delle modalità di abbonamento giornaliero o settimanale che vi permettono di visitare anche gli angoli più remoti della città; insieme alla metropolitana ci sono anche i treni e i bus sui quali è possibile utilizzare lo stesso biglietto. Città famosa,secolare offre ai suoi visitatori valide opportunità di soggiorno , dagli economici ostelli alle pensioni familiari fino ai più centrali e lussuosi alberghi.
Parigi, gode della fama di internazionale per il livello della propria gastronomia ed una visita ad una delle tante brasserie e caffè è d’obbligo potrete fare colazione, con il tipico caffè parigino e con i deliziosi croissant…In questo posto, il clima varia a seconda delle stagioni )..cosa dire altro…ahh si, è anche una delle capitali indiscusse della moda e come tale, con le sue boutique, diviene una vera e propria città dello shopping..Bhe ..potrei stare ore parlarne ma finirei per annoiare.Per che non sa la metà per la prossima vacanza..Parigi è l’ideale.

Questa bellissima canzone popolare albanese è cantata da Maya Alicka e la canzone si chiama Lum kjo Tok si apre e si chiude con la kenga Labe (musica Labe) .
Per chi non lo sapesse “Kenga Labe” viene cantata senza essere accompagnata da nessun tipo di strumento.
In pratica consiste che una persona (uomo o donna) canta la sua canzone ed il gruppo lo accompagna faceendo delle melodie usando le vocali (ad esempio “eeeeeeeeeeee” ) che si accavallano dando varie melodie con la voce a seconda della canzone che si canta e a seconda del ruolo che ognuno ha nel gruppo.E una musica che viene cantata in gruppo di piu di 3 persone.
Kenga Labe assomiglia al Canto a tenore cantata in Sardegna che potete leggere qui le somiglianze (il canto a tenore” e “Kenga Labe”). Kenga Labe è patrimonio dell’Unesco .
Il pratica , in questa canzone, Kenga labe si trova all’inizio e alla fine della canzone , il resto della canzone è una musica popolare.
La canzone si chiama Lum kjo Tok ed è cantata da Maya Alicka
sito web della cantante albanese dove potete trovare immagini , video e foto http://www.mayaalickaj.com

Il carattere “mediterraneo” è sempre stato un mito per eccellenza intorno al quale noi italiani abbiamo da sempre rappresentato i nostri pregi e difetti, al punto da farci inventare degli stereotipi universali che per tanto tempo abbiamo creduto inossidabili. Il tipico “Latin lover”, ad esempio, è universalmente ancora considerato il tipico maschio mediterraneo seduttore e rubacuori, che dagli anni Cinquanta almeno, imperversava d’estate sulle spiagge italiane, puntando con particolare attenzione le bellezze straniere in vacanza – rigorosamente nordiche svedesi, al minimo anglosassoni o tedesche – per sedurle e farle sognare al ritmo di una canzone e di un Martini. Chi non ricorda al riguardo gli esilaranti film con Sordi o Gassman?

Le straniere venivano in Italia per le bellezze artistiche e per il clima, certamente, ma anche attratte dal mito degli uomini tanto irresistibili per fascino e romanticismo. Anche se poi tutto si risolveva in una nottata, senza troppi rimpianti dall’una e dall’altra parte. Dopo il Sessantotto i costumi sessuali più liberi avevano indubbiamente incoraggiato le avventure poco impegnative, anche se poteva capitare anche di innamorarsi e di sposarsi con il bell’Italiano. Spesso succedeva anche che il matrimonio era più o meno felice, dicono le statistiche, basandosi sulla teoria di stampo darwiniano, che l’accoppiamento tra ceppi culturali diversi sia più efficace, anche ai fini della sanità della prole. “Prole”, chi era costei? Oggi non esiste più nemmeno il proletariato, figuriamoci la prole. Ai tempi Totò coniò la battuta, e alla domanda “scusi, lei ha prole?”, ribatteva prontamente: “Come no? Un prolo e una prola”. E tutti morivano dal ridere perché gli italiani sapevano anche tanto ridere.

Già, però anche i figli erano un dono tutto italiano, tradotti nella famiglia numerosa come valore in sé, specie al sud, dove il numero dei figli era inversamente proporzionale al reddito del “capofamiglia” (altra parola in disuso). Ma per capire meglio quella concezione bisognerebbe risalire almeno alla propaganda fascista, che per un ventennio ha martellato e condizionato la nostra storia in modo da lasciare comunque qualche grave strascico. Se si pensa che le donne italiane (dette allora “fattrici” per il “ruolo” fondamentale assegnato loro di procreare) sono ancora tra quelle meno rappresentate in politica, nonostante ci siano volute le originalissime “pari opportunità” (dette anche, più atrocemente, “quote rosa”) per consentire loro di sedersi, pur se comunque in numero sparuto, nelle poltrone parlamentari. E se pensiamo che il codice Rocco che stabiliva forti attenuanti per il delitto d’onore è stato abolito in era repubblicana molto avanzata, ci possiamo sentire orgogliosi dei passi notevoli che ha fatto la nostra impetuosa e passionale natura mediterranea.

E oggi? Cosa siamo diventati oggi, in epoca di omologazione europea e globalizzante mondialità? Oggi che la tradizione italiana vorrebbe che i Crocifissi fossero “imposti” nei luoghi pubblici , in nome della libertà religiosa, malgrado la Corte di Strasburgo avrebbe qualcosa da obiettare, proprio in nome del pluralismo delle confessioni, se non semplicemente nella necessità di garantire la laicità dei luoghi pubblico…Ma la religiosità mediterranea è un fatto politico, a quanto pare, anche se non è mai stato fatto un referendum al riguardo (e… preghiamo tanto Dio che non si faccia).

Insomma siamo meno identificabili, nemmeno come “italiani brava gente”ci si riconosce più, ma quando mai lo siamo veramente stati? La generosità, l’ospitalità, il sorriso erano, certo, le nostre qualità migliori, e individualmente ancora si trovano sicuramente italiani così. Ma cosa vuol dire essere mediterranei se si può diventare xenofobi e razzisti nei confronti di quelli che vengono addirittura dallo stessa area?

Mare tra due terre, si dice, tra Occidente e Oriente. In questi giorni nel mio paese natale, due ragazzini bulgari sono stati colpiti mortalmente a coltellate da un ragazzino calabrese, per motivi irrilevanti, il presunto furto di una bicicletta.

La Bulgaria non è proprio affacciata sul Mediterraneo, ma appartiene oramai da un pezzo all’Unione Europea, come la Romania. Fin dagli anni della fine del comunismo però tante donne dei paesi dell’est si sono trasferite in Italia, senza famiglia, spesso con figli lontani, svolgendo per lo più l’attività di collaboratrici domestiche o, più spesso, preziose “badanti” di persone invalide. A volte forse qualcuna si è “felicemente” sposata in Italia, magari con lo stesso anziano che assisteva. Il “latin lover” italiano deve essere tramontato da un pezzo se l’amore sognato è diventato un lusso. Nell’area mediterranea sicuramente, da un po’ di tempo, si seduce, si sorride e si canta un po’ meno.

LA BANDIERA ALBANESE

ALBANIA
L’Albania (denominazione ufficiale: Repubblica di Albania, in albanese: Republika e Shqipërisë) – detta anche Shqipëria, letteralmente Paese delle aquile , è uno stato della Penisola balcanica, nel sud-est dell’Europa. Confina con il Montenegro, il Kosovo e la Serbia a nord, con la Macedonia ad est e con la Grecia a sud; le sue coste si affacciano sul Mar Adriatico e sullo Ionio.Dista a 90 km dall’Italia.Il paese fà parte della Nato.

L’Albania è un paese ricchissimo di parchi archeologici e oggi conserva ancora una lingua antica , il folklore e i balli tradizionali popolari, balli che nei secoli si sono poi diffusi in Italia e in tutta Europa.

Ci sono due dialetti linguistici Albanese Tosco (ufficiale) e Albanese Ghego.In sopratutto nei giovani è conosciuta la lingua italiana , inglese e greco.La sua capitale Tirana è un centro importante in quanto è il motore dell’economia , della politica e del commercio. Conta 800 mila abitanti.
Qui si trovano tutte le sedi importanti internazionali.Qui vi si trova anche lo stadio più grande dell’Albania.L’aereoporto Madre Teresa si trova a 25 kilometri da Tirana, nel villaggio di Rinas.

Le città di mare importanti sono Durazzo e Valona rispettivamente per importanza anche città portuali dalle quali si hanno collegamenti marittimi con i porti di Bari , Brindisi , Ancona e altri porti dell’Adriatico. Le altre città importanti sono  Scutari, Butrinto, Gjirokastra, Saranda, Elbasan, Berat, Korca, Kukes, Fier ecc

Hello world!

Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!